Electrical BIM set – consigli per il modello elettrico pt.1

DISCLAIMER: Questo articolo è il primo di una serie il cui obbiettivo è fornire strumenti utili ad impostare efficacemente un file Revit elettrico, che permetta di utilizzare il modello BIM in maniera propedeutica allo sviluppo del progetto. È basato sull’esperienza personale, non vuole essere una trattazione esaustiva e anzi vuole invitare i lettori più esperti ad iniziare un dialogo sullo stato dell’arte di Revit, evidenziandone sia pregi che limiti per diffondere un utilizzo consapevole dello strumento.

Il comparto MEP di Revit è per diversi motivi il più diffuso tra i software di BIM Authoring presenti sul mercato (salvo preferenze personali o esigenze specifiche). La molteplicità di opzioni di modellazione e di analisi associato ad una storicamente maggiore diffusione dei prodotti Autodesk sul mercato italiano ha portato ad un suo esteso utilizzo. Le domande che però ci si pone sono le seguenti:

Può Revit dare un concreto supporto all’attività progettuale in campo elettrico o si limita ad essere un mero sostitutivo del CAD? Come possiamo fare un passo verso questa direzione?

Se da un lato si è sempre più sensibile ai temi della modellazione 3D e la stessa venga affrontata nei corsi di formazione in maniera più o meno esaustiva, l’impostazione in ottica progettuale viene spesso demandata all’utente stesso o ad eventuali “corsi avanzati”.

Il pacchetto di analisi e di approfondimenti “progettuali” di Revit è inoltre spesso decantato in teoria e poco applicato nella pratica. Il motivo sta nel cercare di vendere un software da un lato e in oggettivi limiti e mancanza di preset utili per il mercato italiano dall’altro. Revit, lontano dall’essere un software di progettazione stand alone (avete detto schematici e unifilari?) può però aiutare in concreto e velocizzare il lavoro del progettista, A PATTO DI SPIEGARE al software cosa vogliamo fare.

Quest’ultimo passaggio deve essere chiaro a qualsiasi utente. Al pari di un foglio di calcolo, in teoria Revit può fare molte cose ma ha letteralmente bisogno che noi creiamo le basi per fargliele fare. In quest’ottica in questo e nei prossimi articoli affronteremo i passaggi fondamentali per estrarre il meglio dal nostro modello elettrico, parlando di:

  1. Impostazioni elettriche;
  2. Creazione ottimale delle famiglie;
  3. Creazione ottimale della simbologia;
  4. Fondamentali di creazione circuiti ed estrazione dati.

IMPOSTAZIONI MEP – ELETTRICHE

(Scheda Gestisci – Impostazioni MEP – Impostazioni Elettriche)

Partiamo in maniera soft, con la promessa di arrivare alle opzioni più complesse nelle prossime settimane, affrontando le primissime impostazioni a nostra disposizione.

Si tratta per lo più di settaggi che implicano questioni grafiche, di rappresentazione delle informazioni testuali e di modellazione molto generale.

Non ritengo che una mancata impostazione sia compromettente per il fine progettuale, tuttavia conoscere queste opzioni aiuta a governare meglio i nostri output.

 

  • Linea nascosta (Grafica): è possibile scegliere la visualizzazione di canaline o tubi protettivi quando si incrociano a quote differenti. In particolare lo stile di linea di quello “coperto” e lo spessore della mascheratura che andrà parzialmente a nasconderlo. L’opzione torna utile per dare profondità alle viste di pavimento e di controsoffitto, tenendo a mente che nei due casi citati l’effetto sarà diametralmente opposto:

 

 

 

 

 

 

Sinistra: visualizzazione in pianta di controsoffitto (canalina più bassa viene vista prima di quella più alta).

Destra: le stesse canaline in pianta di pavimento (più alta viene vista prima di quella più bassa).

  • Generale (Annotazioni): qui troviamo alcune impostazioni riguardo come vogliamo Revit visualizzi le informazioni elettriche. Un settaggio accorto farà risparmiare tempo in fase di etichettatura tavole o esportazione abachi. Le opzioni salienti sono:
      1. Stile dati elettrici: come vengono rappresentate le informazioni dei circuiti (voltaggio, numero poli, etc.);
      2. Descrizione circuito: forma condensata della precedente;
      3. Denominazione fasi: in questi 3 campi (testo libero) si può scegliere come chiamare le 3 fasi. Esempio L1, L2, L3 – R, Y, B – A, B, C – etc.;
      4. Corrente nominale circuito: assorbimento assegnato di default.
  • Angoli (Modellazione): qui impostiamo gli angoli utilizzati durante la modellazione di passerelle e tubazioni protettive. Le scelte sono intuitive e per esperienza personale, raramente ho sentito la necessità di vincolare la modellazione a valori preimpostati, preferendo intervenire a mano durante la modellazione.Tuttavia in caso di sistemi molto rigidi (esempio: blindosbarre) potrebbero tornare utili.
    1. Qualsiasi angolo: non mette vincoli alla scelta dell’angolo che presenteranno le curve;
    2. Angolo incrementale: imposta uno “scalino” minimo di angolo. Verranno ignorati angoli con arrotondamenti differenti da quello impostato. Può essere utile per tenere pulite le curve, evitando decimali infiniti;
    3. Usa angolo specifico: con questa opzione inibiamo l’utilizzo di angoli che non siano tra quelli spuntati (pecca: l’impossibilità di aggiungere valori diversi da quelli proposti). Nel caso elettrico può essere utile quando decidiamo di modellare le blindosbarre con lo strumento passerella.

 

Terminato questo piccolo riscaldamento, per ora ci fermiamo qua. Nel prossimo articolo tratteremo invece di una questione molto spinosa:

Revit e i Cavi elettrici, un amore non (ancora?) sbocciato.

NOTA: Né l’autore, né il gruppo di professionisti di beBIM riceve alcun supporto economico da enti, software house o studi di progettazione. Il contenuto e gli argomenti degli articoli proposti sono frutto dell’esperienza e della sensibilità PERSONALE dell’autore, nell’ottica di diffondere conoscenze e aumentare la discussione riguardo i temi proposti. Nessun impiantista è stato maltrattato durante la redazione dell’articolo.

Nasco professionalmente nel 2014 come progettista di impianti, "costretto" fin dall'inizio a lavorare con i software BIM MEP (Archicad e Revit) e da allora cerco di far quadrare il mondo della progettazione e quello del BIM. Ed il mondo BIM con il mondo BIM. Ed il singolo software con se stesso. Nel mio piccolo mi occupo anche di formazione, cercando di spiegare prima che il singolo software, la metodologia alla base del BIM.

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