IFC: Croce eDilizia pt.1

In questo primo articolo tratteremo di un piccolo trick che permette di sviare alcuni limiti dell’ esportazione IFC di Revit; sembrerá un argomento semplice, ma in realtá questo procedimento non é banale e scontato.

Per quelli di voi che non lo sapessero l’ IFC (Industry Foundation Classes) é un formato di file aperto e neutrale nato per facilitare l’interscambio e l’ interoperabilitá tra modelli informativi di varie discipline. Un modello in formato IFC prevede una struttura ad albero, suddivisa per siti, edifici, livelli e sistemi: da qui in poi si presenta la vagonata di istanze che voi o chi di dovere ha precedentemente modellato; anche in questo caso gli “oggetti” vengono raggruppati in una serie di Classi e Tipi IFC.

Praticamente, alle categorie di software BIM Authoring (come Revit in questo caso), dovrebbero corrispondere queste classi IFC, secondo uno schema preimpostato e modificabile che agisce su categorie e sottocategorie, rintracciabile in Esporta/Opzioni/Opzioni IFC.

Dico modificabile in quanto é pienamente personalizzabile “a manina”, oppure sul webbe si trovano diversi .txt di mappaggio esportazione IFC volti alla corretta esportazione/scambio dati per standard extraitaliani ed internazionali. A seconda delle vostre esigenze, dovrete quindi impostare questo schema precedentemente alla fase di export; va detto che in buona parte dei casi, lo standard exportlayers-ifc-IAI.txt puó esservi sufficiente, ma se vi trovaste a dover essere maggiormente specifici e andare oltre a quella che é la suddivisione in categorie e sottocategorie Revit? Cosa fare?

Si dovrá quindi creare un parametro condiviso chiamato “IfcExportAs” come parametro di testo e inserirlo poi nel raggruppamento “Parametri IFC” della famiglia in oggetto o di tutte le categorie di progetto; é consigliabile poi definirlo come parametro di tipo, piuttosto che di istanza.

In seguito, bisognerá compilarlo all’ interno del modifica tipo della famiglia in oggetto o direttamente da un abaco dedicato. Qui viene la seconda domanda: con che testo devo compilare il parametro IfcExportAs?                      All’ interno del Knowledge  di Autodesk si puó trovare una lista delle classi supportate in esportazione da Revit; vi sono poi diversi articoli che elencano classi e tipi IFC compatibili che spesso fanno direttamente riferimento a buildngSMART®.

Dunque, ora siete in possesso dello schema IFC secondo il quale debba essere esportato il vostro modello e di liste di classi IFC funzionali al vostro obiettivo: dopo un primo mappaggio di categorie e sottocategorie, vi accorgete che bisognerá agire manualmente su alcuni oggetti; non vi resta che compilare le righe di testo “IfcExportAs” dei Tipi di Famiglia in oggetto e il giochino é fatto. Questa funzione puó venire spesso utilizzata quando dobbiamo esportare in classi diverse due tipi di una stessa famiglia:

Il risultato che si ottiene su un tradizionale visualizzatore IFC come Solibri é il seguente:

Type 1 viene ordinato nell’albero e riconosciuto come Outlet, mentre Type 2 come Electric Appliance.

Avrete poi notato come nell’abaco sopra sia stato compilato anche il parametro IfcExportType; questo puó essere anche utilizzato per aggiungere un’ ulteriore modalitá di classificazione degli elementi all’ interno dello schema IFC, analizzando quelli che sono i PredefinedTypes/Functional Types propri degli elementi di modello. Qui di seguito un esempio sempre sui due oggetti analizzati precedentemente:

All’interno della scheda Identification troviamo quindi la differenziazione che volevamo.

In ultimo, non preoccupatevi se all’interno dell’ IFC esportato non troverete il Pset “Parametri IFC” nel quale avete raggruppato i vostri IfcExportAs e IfcExportType, in quanto esso funziona come contenitore per questi parametri tricky che agiscono in sordina per potenziare l’ esportazione. Ce ne sono molti altri e chissá, magari ne parleremo nei prossimi articoli.

Detto ció, leggerete o vi diranno cose molto “catchy” riguardo all’ IFC, ma chi si é fatto le ossa sa che c’é da scontrarsi molto con una realtá non perfettamente funzionante come magari possono descrivervela; certo, é in costante sviluppo per poter finalmente arrivare a una risoluzione di tutti i problemi e,nonostante tutto, viene utilizzato quotidianamente da moltissimi operatori, peró non pensiate che sia tutto rose e fiori: purtroppo, anche nel caso di questo semplice comando di cui abbiamo parlato nell’articolo, ci sono casi in cui, senza ragioni certe, non riuscirete a raggiungere a pieno il vostro obiettivo, vuoi per la versione di IFC scelta, vuoi per una comunicazione non ottima tra i traduttori dei diversi software. Analizzate quindi molto bene gli strumenti e fino a che punto possono arrivare, tralasciate ovviamente la parte commerciale del “TUTTO É BELLO E FUNZIONANTE”, sperimentate, sperimentate e sperimentate,navigate in questo mare di M…A che é l’ IFC fino a trarre le vostre personali conclusioni; spesso poi vi sembrerá di essere arrivati finalmente al punto, aver capito effettivamente come funzionano alcune sfaccettature di questo formato, ma ci sará quasi sempre la piccola eccezione che vi fará crollare il castello.

Insomma, come direbbe il nostro caro amico dei becchi, l’IFC é una bélla béstia.

 

Stay thirsty!

Share

Ho iniziato professionalmente nel 2014 con i primi CAD-to-BIM impiantistici di aeroporti e centri commerciali, per poi essermi dedicato, sempre per la parte MEP, a modellazione e progettazione di diversi progetti in ambito pubblico. Ho mosso poi i primi passi in cantieri privati come direzione lavori e nel frattempo mi occupo di coordinamento e sviluppo di standard BIM sia internamente che esternamente come consulente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *